Si sente male e muore nel giro di poche ore. Cosa è successo a Federica, 24 anni


Una ragazza è morta all’ospedale di Saronno (in provincia diVarese), dove era stata ricoverata martedì, 19 marzo. Si chiamava Federica Bombana ed aveva appena 24 anni. La giovane è stata stroncata da una infezione batterica confermata nel corso della giornata come sepsi da meningococco.

A quanto è emerso, la giovane residente in un comune al confine con la provincia di Milano, aveva manifestato i primi sintomi già a lavoro, nella mattinata di lunedì. A causa dell’aggravarsi dei sintomi, cefalea e febbre elevata, è stata accompagnata al pronto soccorso. Le sue condizioni sarebbero peggiorate con il passare delle ore e ogni tentativo dei medici di salvarle la vita è risultato vano: è deceduta per choc settico. (Continua a leggere dopo la foto)



L’assessore al welfare Giulio Gallera ha voluto precisare che “non c’è nessun allarme”, proseguendo poi dicendo: “A nome mio e di Regione Lombardia esprimo le mie più sentite condoglianze alla famiglia della giovane”. A rompere per primo il silenzio, incredulo e carico di dolore, che subito si è diffuso a Uboldo è il sindaco Lorenzo Guzzetti: “Penso di parlare a nome di tutta la nostra comunità uboldese nel dire che stringiamo tutti in un abbraccio dolce e caro la famiglia Bombana per la scomparsa improvvisa della loro Federica”. (Continua a leggere dopo la foto)


”Tocca a me l’ingrato compito di riprendere le parole dell’assessore Gallera: ‘Le Ats Insubria e Milano Città Metropolitana hanno attivato in tempo reale le procedure di profilassi che hanno coinvolto i familiari e i parenti della ragazza deceduta, gli amici più stretti, i dipendenti dell’Asst Valle Olona e delle squadre dell’emergenza urgenza coinvolti, i vicini di casa, i colleghi di lavoro e le persone che hanno frequentato la giovane negli ultimi giorni”. (Continua a leggere dopo la foto)


 


”Ricordo che la meningite non viene trasmessa per semplice contatto diretto o tramite la presenza nella stessa stanza, sottolineo che non c’è nessun allarme’”. “Chiedo pertanto – continua il primo cittadino – oltre alla forma di rispetto che si deve alla famiglia e al suo dolore, l’evitare inutili allarmismi. Affidiamoci alla preghiera. Il mio più forte abbraccio e pensiero va alla famiglia. La carezza più dolce alla mamma“.

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