Malore mentre nuota in apnea: Pietro muore a 19 anni in piscina


È morto dopo aver accusato un malore in piscina. È successo a Mestre, in una struttura di via Circonvallazione. Così come riporta Veneziatoday.it, Pietro Passarella, 19 anni di Rovereto (Trento), è morto dopo essersi sentito male domenica scorsa. Secondo quanto riporta il quotidiano online, Pietro stava nuotando quando ha accusato un malore e non risaliva.

A quel punto i bagnini si sono tuffati e lo hanno portato in salvo, iniziando le manovre di rianimazione in attesa dell’arrivo dell’ambulanza e utilizzando anche il defibrillatore. Gli operatori del Suem hanno continuato con le pratiche ma la situazione era critica. Pietro è stato portato all’Angelo dove, il giorno successivo, è morto. Pietro era iscritto all’università e studiava matematica. Solo pochi giorni fa una simile tragedia si è consumata stamattina all’interno della piscina comunale di Thiene, in provincia di Vicenza. (Continua a leggere dopo la foto)







Un uomo di 52 anni – Paolo Ballardin  – sarebbe stato colto improvvisamente da un malore che gli è costato la vita. Inutile ogni tentativo di rianimare l’uomo a bordo vasca. I fatti sono avvenuti oggi 11 aprile verso mezzogiorno all’Aquatic Center del comune veneto: vane le cure prestate per rianimare il 52enne, residente a Zanè, sposato e padre di tre figli. (Continua a leggere dopo la foto)




Non sono ancora note le dinamiche del dramma: i carabinieri intervenuti dalla vicina stazione – dista circa 100 metri dal centro natatorio – non hanno potuto che assistere ai tentativi del personale sanitario del Suem per poi informare il magistrato di turno del decesso. Sul posto per i rilievi di legge sono intervenuti i militari della vicina compagnia di via Lavarone che hanno atteso da parte del magistrato di turno il nulla osta per la rimozione della salma che sarà sottoposta ad autopsia per chiarire la cause del decesso. Probabile comunque che a causare il decesso possa essere stato un problema cardiocircolatorio. (Continua a leggere dopo la foto)


 

Inutile è stato il pur rapido utilizzo del defibrillatore da parte del socorritore, come l’intervento dei sanitari del Suem di Santorso che hanno certificato il decesso. Sul posto per i rilievi di legge sono intervenuti i carabinieri della vicina compagnia di via Lavarone che hanno atteso da parte del magistrato di turno il nulla osta per la rimozione della salma che sarà sottoposta ad autopsia per chiarire la cause del decesso.

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