“Così ho sconfitto il cancro”. Il ‘miracolo’ di Andrea, per i medici non aveva speranze


«Se cammino vivo» è la filosofia di Andrea Spinelli: per la scienza dovrebbe essere già morto da almeno un anno. Il tumore che lo ha colpito nel 2013 non dà una sopravvivenza superiore ai 5 anni, dicono le statistiche. Ma lui se ne infischia delle statistiche e del cancro che lo ha aggredito al pancreas. La sua terapia si chiama cammino. Quando ha concluso i 16 cicli di chemioterapia, che lo avevano devastato fisicamente, Andrea Spinelli ha deciso che per il suo corpo non era tempo di riposare. L’aspettativa di vita che aveva davanti non era molta, meglio muoversi per vedere il mondo. E si è messo in cammino.

Andrea Spinelli, un passato da fotoreporter e sottufficiale in Aeronautica, siciliano di Catania, ma ormai pordenonese di adozione, dove vive a Fiume Veneto dal 2000 con Sally, la moglie filippina, è diventato un caso che viene presentato ai congressi di oncologia. La scienza non capisce, cosa sia successo al suo cancro che non avanza. Come sempre, quando la ragione non arriva a spiegare, c’è anche chi parla di evento miracoloso. La diagnosi è dell’ottobre 2013. La sentenza arriva un mese dopo, quando uscì dalla sala operatoria. Continua dopo la foto








Il tumore al pancreas è uno de meno trattabili. Le persone più a rischio sono quelle che si trovano nella fascia d’età compresa tra i 50 e gli 80 anni: il tumore del pancreas è molto raro tra chi ha meno di 40 anni. I fumatori hanno un rischio che è circa triplo rispetto a chi non fuma. Altri fattori di rischio, anche se non ancora chiari nei dettagli, sono il diabete di tipo 2 (quello non dipendente da insulina, che in genere si manifesta dopo i 45 anni di età) e alcune malattie genetiche rare quali per esempio la sindrome di von Hippel-Lindau. Continua dopo la foto






Anche alcol e caffèsono sospettati di favorirne lo sviluppo, così come alcune esposizioni professionali a solventi di uso industriale e agricolo e a derivati della lavorazione del petrolio. Esiste inoltre un chiaro legame con l’obesità soprattutto quando il grasso è stratificato sull’addome e quando sono presenti l’intolleranza al glucosio, la resistenza all’insulina e il diabete. Continua dopo la foto



 


La presenza in famiglia di casi di tumore del pancreas o della mammella o del colon costituisce un fattore di rischio aggiuntivo, in genere riconducibile a specifiche mutazioni genetiche ereditarie, che hanno un ruolo molto importante nello sviluppo della neoplasia. Infine, essendo un organo fondamentale per la digestione, anche la dieta ha un ruolo importante: un’alimentazione ricca di grassi e proteine animali sembra essere collegata a un aumento di rischio.

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