L’ansia non è una scelta – Smettila di dirmi di calmarmi


L’ansia non è uno scherzo. È un’emozione di base che comporta uno stato di attivazione dell’organismo quando una situazione viene percepita soggettivamente come pericolosa ed è spesso accompagnata da manifestazioni fisiche e fisiologiche come tensione, tremore, sudore, palpitazioni, nausea, aumento della frequenza cardiaca e vertigini. Diversamente dall’ansia breve e relativamente leggera causata da un singolo evento stressante – per esempio il dover parlare in pubblico o il primo appuntamento con una persona che vi piace – esistono anche disturbi d’ansia patologici che si protraggono per mesi e possono peggiorare se non vengono adeguatamente curati.

Per questo motivo esistono terapie per i disturbi d’ansia e la ricerca ne sta mettendo a punto di nuove per aiutare i pazienti a vivere una vita produttiva e soddisfacente. Non si sceglie di avere l’ansia e dire a una persona di calmarsi in quei momenti è la peggior cosa da fare anche perché è impossibile riuscirci. (Continua dopo la foto)








Non funziona così. Non è che una mattina ci si sveglia, si prende coscienza e si decide di prendere un caffè col sorriso e di affrontare la giornata serenamente. L’ansia è un qualcosa di involontario che non si può spegnere con un interruttore o che si decide di avere in un giorno della settimana anziché un altro. Certo, ci sono giorni in cui si è meno ansiosi e ci si illude che scomparirà da sola. (Continua dopo la foto)






Poi succede che all’improvviso, quando meno ce lo si aspetta, l’ansia torna a tormentare la mente. Può accadere per esempio anche in un momento in cui si pensa a tutt’altro, in cui al contrario ci si sente a proprio agio. Non avverte: esplode senza preavviso. Piacerebbe a tutti avere un pulsante per ordinare alla propria mente di calmarsi, ma purtroppo non è così. (Continua dopo la foto)



 


Chi ti dice “Rilassati!” sta minimizzando quello che è un vero e proprio disturbo, come se non fosse serio. E invece lo è. È un po’ come dire a chi ha una malattia di non preoccuparsi. Esempio: direste a chi ha una gamba rotta di non esagerare e di camminare? No, non lo fareste. È vero che chi non ha mai provato certe brutte sensazioni come quelle generate dall’ansia non capisce, ma dovrebbe provare a mettersi in quei panni ed evitare di dire a chi non riesce a dormire per i pensieri “dormi!” o a chi è tormentato “rilassati!”.

Quando una donna viene ferita troppe volte assume questi atteggiamenti

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