Tachicardia, segnale preoccupante per chi ha avuto un tumore


Parliamo di tachicardia. Tachicardia associata al tumore. Come si legge sul Corriere della Sera, le persone che hanno avuto episodi di tachicardia nei primi 12 mesi dalla diagnosi di cancro hanno tassi di mortalità più elevata per i dieci anni successivi. La verità choc è emersa da uno studio presentato durante la conferenza dell’American College of Cardiology, che si è tenuta di recente a Washington. La conferenza è stata l’occasione per riunire i più celebri specialisti di oncologia e cardiologia che hanno avuto la possibilità di valutare le “relazioni” tra tachicardia e cancro.

“Sono due gli aspetti da tener presenti – ha detto Giuseppe Curigliano, presidente dell’International CardiOncology Society -: primo, circa la metà dei malati di tumore ha più di 65 anni e per via della loro età possono avere problemi cardiovascolari; secondo, grazie ai molti progressi fatti e al numero crescente di pazienti che guariscono o convivono a lungo con il cancro, oggi abbiamo imparato che le terapie anticancro possono avere effetti collaterali sul cuore anche a distanza di anni dal termine del trattamento antitumorale”. Continua a leggere dopo la foto








Ma che cosa si intende per tachicardia? Si parla di tachicardia sinusale quando il cuore batte più velocemente del normale mentre si è a riposo. In particolare la tachicardia innalzamento della frequenza cardiaca al di sopra di 100 battiti al minuto. Può capitare, per esempio, che il cuore acceleri i suoi battiti dopo aver consumato alcol, caffè, tabacco. Ma la tachicardia può anche essere un sintomo ben più serio.

“Nei pazienti curati per un tumore, le palpitazioni possono essere anche conseguenza della presenza di trombi (condizione pericolosa e frequente nei pazienti oncologici) che causano ictus, arresto cardiaco, infarto” ha spiegato Mohamad Hemu, ricercatore dell’Università di Chicago, fra gli autori dello studio. Continua a leggere dopo la foto






Ma come mai sono i malati di cancro quelli più a rischio di sviluppare patologie cardiovascolari? “Bisogna precisare che le patologie cardiovascolari e i tumori sono in stretta correlazione tra loro – ha fatto sapere Antonio Russo, ordinario di Oncologia medica dell’Università di Palermo -. Evidenze scientifiche suggeriscono che ci sono fattori di rischio comuni a entrambe le patologie e che queste concomitanze giustificano il fatto che ci siano molti pazienti oncologici affetti anche da patologie cardiache, il che li rende soggetti ad un maggiore rischio di sviluppare un evento acuto”. Ma quali sono i segnali del corpo che non andrebbero trascurati? Continua a leggere dopo la foto



 


“I pazienti oncologici dovrebbero porre attenzione a segni e sintomi quali la presenza di battiti accelerati, la cefalea, le vampate di calore improvvise che potrebbero essere indizi di ipertensione arteriosa non più controllata dalla terapia farmacologica o di nuova insorgenza”, hanno fatto sapere gli esperti. Ma non è tutto: “Bisogna inoltre porre attenzione alla possibile comparsa di affanno a riposo o sotto modico sforzo, ad esempio salendo le scale o semplicemente camminando, che possono anticipare uno scompenso cardiaco”. Cosa deve fare il paziente? Riferire qualunque cosa al medico. Come sempre, la diagnosi precoce è fondamentale.

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