Si finge medico e visita migliaia di pazienti: dopo 22 anni si scopre che non ha la laurea


Per ben ventidue anni si è spacciata come psichiatra pur non avendo alcun titolo. Zholia Alemi, questo il nome del finto medico, non ha mai conseguito nemmeno la laurea in medicina. Eppure per più di un ventennio ha continuato a esercitare la professione di psichiatra anche per il National Health Service (NHS), ossia il sistema sanitario nazionale inglese. Nata in Nuova Zelanda, Zholia Alemi è stata arrestata a ottobre scorso per aver falsificato le volontà di un paziente che era affetto da demenza senile nel tentativo di ereditare le sue proprietà del valore di oltre un milione di sterline.

È stato in questa circostanza che la falsa dottoressa è stata smascherata. La Alemi si è trasferita nel Regno Unito nel 1995 dichiarando di possedere una laurea in medicina conseguita presso l’università di Auckland, in Nuova Zelanda. In realtà, si è scoperto poi, aveva frequentato solo il primo anno di corso per poi abbandonare gli studi. (Continua dopo la foto)








C’è da dire che all’epoca del suo trasferimento nel Regno Unito, i laureati in medicina di alcuni paesi del Commonwealth potevano iscriversi in base alla qualifica ottenuta in patria, senza la necessità di dover superare alcun test. Così, grazie al Medical Act, poi abolito nel 2003, il General Medi Council (GMC) autorizzò l’iscrizione di Alemi all’Ordine dei medici britannici. (Continua dopo la foto)






L’usurpazione del titolo da parte della Alemi è venuta fuori nel 2016, quando la donna è stata fermata, prima di essere sospesa nel giugno 2017 e poi processata. La Alemi è stata condannata a cinque anni di carcere dal tribunale britannico di Carlisle Crow, che l’ha riconosciuta colpevole di frode e furto. Il General Medic Council si è scusato per i controlli “inadeguati” svolti negli anni Novanta, dichiarandosi dispiaciuto per “qualsiasi rischio o problema che i pazienti potrebbero aver accusato”. (Continua dopo la foto)



 


Le autorità sanitarie britanniche si sono scusate con tutti pazienti non appena lo scandalo è esploso, dando poi il via a verifiche immediate delle competenze di circa 3mila medici stranieri attivi nel Paese, annunciando procedure più severe comprensive di test linguistici e professionali per poter esercitare. A seguito di un’indagine sul caso effettuata dal quotidiano News and Star della contea di Cumbria, sono attualmente sotto la lente d’ingrandimento migliaia di licenze di medici stranieri.

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