Anna, addio alla dolce dottoressa. Una vita dedicata ai malati e alla ricerca


Una malattia terribile l’ha strappata via ai suoi cari e a tutti i colleghi che la stimavano per il grande lavoro svolto nel centro unico per le malattie rare delle Marche con sede presso gli Ospedali riuniti di Ancona, dove era direttrice. Anna Ficcadenti, 54 anni, è morta mercoledì 27 marzo. Originaria di San Benedetto, abitava col marito Paolo Pierani (dirigente medico al reparto di Oncoematologia dell’ospedale Salesi) a Falconara Marittima. Combatteva da tempo contro la malattia.

La dottoressa Ficcadenti si è spenta all’ospedale regionale di Torrette dove era ricoverata. Ha dedicato tanto della sua vita agli studi e alla cura delle malattie rare anche in età adulta: nel 2010 è diventata responsabile della Sos Centro Regionale malattie rare dell’Azienda Ospedali riuniti di Ancona e nel 2012 ha diretto il congresso su “Malattie rare: esempio di multidisciplinarietà” svoltosi ad Ancona. (Continua a leggere dopo la foto)








“Una donna ed una professionista di rara umanità e competenza – si legge in una nota del direttore Generale degli Ospedali riuniti Michele Caporossi -, che, con la sua azione appassionata ha permesso alle Marche, prima regione in Italia di avere una struttura che da anni ha affrontato con efficacia la diagnosi e cura delle patologie più disparate (se ne contano oltre 7000) che compongono un mondo ancora in buona parte poco conosciuto. Per tutti quelli, a partire dai pazienti e dai loro familiari che l’hanno conosciuta e apprezzata si tratta di una perdita incalcolabile”. (Continua a leggere dopo la foto)






”La Sanità Marchigiana e gli Ospedali Riuniti di Ancona continueranno nel suo nome e sulla base dei suoi insegnamenti a dare gambe concrete alla ricerca e all’assistenza per conseguire sempre maggiori progressi scientifici e di umanità”, conclude nella nota il direttore Generale degli Ospedali riuniti Michele Caporossi. La notizia della morte di Anna Ficcadenti è arrivata nella serata di mercoledì 27 marzo lasciando sotto choc parenti, amici e colleghi. (Continua a leggere dopo la foto)



 


Come si legge sul quotidiano online Cronache Maceratesi ”importante il suo contributo scientifico alle attività di miglioramento della cura con la ‘proposta di linee guida per la gestione multidisciplinare del paziente con malattia rara’. Ha dedicato tutta la sua vita alla medicina, alla ricerca e soprattutto agli altri. Oggi quel sorriso rassicurante manca. Lascia il marito, due figli, i parenti, i nipoti, tanti colleghi e gli amici”. Molti la salutano su Facebook, ricordandone la “grande umanità e la dedizione”, la gentilezza e la disponibilità.

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