Fibromialgia: in tanti ne soffrono e in pochi lo sanno…


La fibromialgia è una sindrome cronica e sistemica, il cui sintomo principale è rappresentato da forti e diffusi dolori all’apparato muscolo-scheletrico. Questa malattia, che colpisce una percentuale variabile tra l’1 e il 3% circa della popolazione mondiale (circa 2 milioni in Italia), soprattutto di sesso femminile, è catalogata come patologia reumatica di natura extrarticolare. Nel 1992 la fibromialgia è stata riconosciuta dall’OMS come patologia invalidante, tuttavia ancora non sono chiare le cause che scatenano questa malattia.

La fibromialgia si presenta con dolori muscolari diffusi, ma è spesso difficile da diagnosticare poiché si presenta con un quadro sintomatico comune ad altre patologie, e perché non dà luogo a segni riscontrabili clinicamente. Può essere confusa con l’artrite, ma a differenza di questa non produce infiammazione interna o danni alle articolazioni. Ciò perché questa malattia interessa il tessuto connettivo di tutto il corpo come muscoli, tendini e nervi. Le cause della fibromialgia non sono chiare, ma si ritiene possano essere coinvolti fattori biochimici, genetici, ambientali, ormonali e psicologici. A volte i disturbi si sviluppano dopo un trauma fisico o psicologico. (Continua a leggere dopo la foto)







Dai crampi alle vertigini, passando attraverso i dolori intensi a gambe, ginocchia e persino collo per giungere fino a un sonno disturbato: i sintomi della fibromialgia sono davvero tanti e per questo non facilmente riconoscibili. I sintomi comuni sono: dolore muscolare diffuso; astenia (stanchezza) cronica, disturbi del sonno, disturbi del sistema nervoso, cefalea muscolotensiva, emicranie, rigidità muscolare, colon irritabile, parestesie, difficoltà di concentrazione, perdita dell’orientamento e difficoltà di memoria. (Continua a leggere dopo la foto)




La diagnosi della sindrome fibromialgica si basa sulla presenza di un quadro sintomatologico complesso che non trova spiegazione in nessun quadro clinico alternativo. La diagnosi avviene, dunque, al termine di indagini diagnostiche e si basa sulla presenza di dolore diffuso. Non esistono esami di laboratorio o radiologico specifici per diagnosticare la fibromialgia, poiché questa patologia non dà luogo ad alterazioni visibili del sistema muscolo-scheletrico. Lo specialista di riferimento è in genere il reumatologo. Bisogna tenere presente che spesso chi soffre di fibromialgia deve fare i conti anche con malattie infiammatorie croniche concomitanti, come epatiti, diabete, malattie reumatiche. (Continua a leggere dopo la foto)


 


Di fibromialgia non si guarisce, questa è la prima cosa da tenere presente a proposito di terapie. Chiarito questo, è però possibile gestire il dolore e tenere a bada i sintomi più invalidanti anche con una opportuna terapia farmacologica, che include o può includere: antinfiammatori non steroidei (paracetamolo, acido acetilsalicilico o ibuprofene) in basse dosi da usare all’occorrenza; antidepressivi, inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) e farmaci miorilassanti, tutti prescritti in bassi dosaggi, sono utili per migliorare la qualità del sonno e indurre un effetto rilassante sui muscoli; farmaci analgesici contro il dolore cronico a lento rilascio (tapentadolo).

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