Orrore alimentare in Italia: ecco perché la mozzarella che tanto amiamo è così bianca


In Italia aumentano i reati nel settore alimentare. E aumentano molto di più rispetto al volume d’affari dello stesso settore. Questo infatti è aumentato del 12,4% rispetto all’anno precedente mentre le notizie di reato sono il 59 per cento in più di dodici mesi fa. Tanto per darvi una misura, sappiate che in un anno sono stati sequestrati 17,6 milioni di chili di alimenti, per il valore di 34 milioni di euro. E più di un italiano su cinque, il 17 per cento, è stato vittima di frodi alimentari. Lo riporta Libero Quotidiano.

Non solo: sono stati 399 gli allarmi alimentari, tutti con gravi rischi per la salute. Tutti i dati sono stati raccolti da Coldiretti e pubblicati nel suo sesto Rapporto agromafie, sviluppato insieme con Eurispes e con l’Osservatorio sulla criminalità nell’agroalimentare. Ma come mai succede tutto ciò? Non ci sono i controlli? “Sono aumentate le truffe – ha spiegato Stefano Masini, responsabile Consumi e Ambiente della Coldiretti, che ha partecipato alla stesura del rapporto – e il trend è influenzato non solo dai controlli, che si sono fatti più intensi, ma anche per il maggior numero di canali commerciali. I cosiddetti Banglamarket, per esempio, ovvero gli esercizi commerciali gestiti da imprese straniere e immigrati, in Italia sono oltre 4mila, e in questi casi la criminalità è altissima”. Continua a leggere dopo la foto








Ma non è tutto: “Le agromafie sono diventate molto più complesse e raffinate – ha fatto sapere il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini – non vanno più combattute solo a livello militare, ma vanno contrastate ovunque: dalla produzione alla distribuzione, fino agli uffici dei colletti bianchi, dove transitano i capitali da ripulire”. Il prodotto più “pericoloso” è il vino. Seguono la carne e le conserve. A livello di sequestri, quelli più consistenti riguardano la conserva di pomodoro, 20,3%, poi mosti d’ uva parzialmente fermentati (17%) e formaggi e latticini (12%, ovvero 450mila chili di prodotti). Continua a leggere dopo la foto






E pensare che il nostro Paese è quello che fa più controlli: “Abbiamo però un problema: i porti – ha spiegato Masini – Quando le merci arrivano si effettuano controlli a campione. Quindi, è facile che entrino nel Paese prodotti alterati e sostanze che portano malattie, come la xylella”. Ma chi è fa i controlli sui prodotti alimentari? Nell’agroalimentare lo fa l’Ispettorato centrale repressione frodi, i Carabinieri dei Nas e dei Nac, i Carabinieri forestali e la Guardia di finanza. Sono loro che hanno stilato quello che è stato soprannominato il “menù del crimine”. Continua a leggere dopo la foto



 


Cosa comprende questo menù? La mozzarella sbiancata, per esempio con carbonato di soda e perossido di benzoile. Ma anche il pesce “ringiovanito” con il cafados, cioè una miscela di acidi organici e acqua ossigenata. E ancora: l’olio colorato alla clorofilla e il pane cotto in forni clandestini dove si usano scarti di legna e mobili contaminati da sostanze chimiche. Quindi fate molta attenzione a ciò che mettete sulle vostre tavole…

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