9 anni e un tumore rarissimo, bimba salvata da una terapia sperimentale


“Ogni tanto mi fermo a guardarla e piango”. Lo ha detto alla stampa locale Lucy, mamma 45enne della bambina di soli 9 anni che grazie a una terapia sperimentale è riuscita a sconfiggere il tumore rarissimo che l’aveva colpita. Tumore che la maggior parte dei medici che l’aveva visitata aveva definito inoperabile. Caroline Brown, questo il nome della bambina, ora sta bene. Non è ancora del tutto fuori pericolo, ma i dottori sono fiduciosi che presto lo sarà.

E la sua mamma, comprensibilmente, fatica a trattenere le lacrime, ma di gioia, ora che vede la luce in fondo al tunnel in cui era sprofondata insieme alla sua piccola. Caroline è stata salvata grazie a una terapia sperimentale con raggi protonici sviluppata negli Stati Uniti e non disponibile nel Regno Unito. (Continua dopo la foto)








Il “bombardamento” con fasci protonici ha avuto la meglio sul tumore, riducendo al minimo il danno al tessuto sano circostante e, come detto, anche se il pericolo non è ancora del tutto scongiurato, la bimba inglese di Longhoughton, Northumberland ,che oggi ha nove anni e si è ripresa. L’incubo della famiglia Brown è cominciato alla fine del 2016. Da mesi Caroline accusava malesseri come mal d’orecchio, stanchezza e perdita di peso. (Continua dopo la foto)






Sintomi che hanno indotto i genitori a sottoporre la bambina a una serie di visite specialistiche. Erano preoccupati, ma a marzo 2017 hanno tirato un sospiro di sollievo quando è arrivata la diagnosi: secondo i medici aveva una banalissima infezione all’orecchio. Ma non era la diagnosi giusta e infatti le cure antibiotiche non facevano effetto. (Continua dopo la foto)



 


Esami e controlli successivi hanno evidenziato che Caroline un rabdomiosarcoma di stadio quattro, ovvero un tipo di tumore dei tessuti molli che si era diffuso così vicino ai nervi facciali e al cervello che i medici furono chiari: non era possibile rimuoverlo con un intervento chirurgico, troppo rischioso. Caroline, che all’epoca aveva 7 anni, sembrava condannata a morte. Poi in suo soccorso è arrivata la terapia sperimentale sviluppata negli Stati Uniti. Terapia che l’ha salvata.

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