Sara muore a 11 anni. Un destino senza cuore se l’è portata via in soli 7 mesi


Una comunità intera addolorata e in lutto per la scomparsa di Sara. Dolo, in provincia di Venezia, piange Sara Rizzi, la ragazzina di soli undici anni uccisa da una rara forma di tumore alla spina dorsale. La sua giovane vita è stata spezzata nel giro di pochi mesi da quel terribile male. Ne dà notizia il quotidiano Il Gazzettino. Come scrive Elena Callegaro, i primi segni della malattia che non ha lasciato scampo a Sara erano comparsi solo sette mesi fa.

I primi di settembre scorso, poco prima dell’inizio dell’anno scolastico. Tanto che lei, Sara, non aveva nemmeno potuto cominciare a frequentare la prima media, a Cazzago, insieme ai suoi compagni. La ragazzina era stata infatti subito costretta a sottoporsi ai cicli chemioterapia. Non c’è stato tempo da perdere, perché quel male si era manifestato nella sua gravità in maniera molto rapida. E dopo solo sette mesi l’ha portata alla morte. (Continua dopo la foto)








Solo poche settimane fa un’altra giovane vita stroncata da un tumore alla schiena. Si chiamava Elisha Furneaux ed è morta a 17 anni a causa di una rara forma di tumore che i medici hanno fatto fatica a diagnosticare. Elisha lamentava da tempo forti mal di schiena. I dottori le avevano dato dei farmaci per il dolore, pochi mesi dopo è deceduta. Era stato il Mirror a raccontare la sua storia. (Continua dopo la foto)






La ragazza studiava come infermiera e aveva molti progetti per il suo futuro. Ma a soli sei mesi dalla terribile diagnosi della malattia che l’aveva colpita è morta. La mamma ha voluto raccontare quanto accaduto a Elisha per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema, spiegando che non avrebbe mai pensato che un semplice mal di schiena potesse nascondere una patologia tanto grave. (Continua dopo la foto)



 


“Il cancro ha devastato le nostre vite, ne esci completamente diversa e non torni più la persona che eri – ha detto la madre della diciassettenne al Mirror, spiegando che in poco tempo il tumore si era esteso ai polmoni, ai reni e alla colonna vertebrale – Un giorno tutto andava bene, era fantastico, poi siamo tornati a casa ed è cambiato tutto. Non c’era stato nessun avvertimento”.

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